Quale sito merita il “Premio Ku Klux Klan 2006/2007″?
pubblicato il 22 Luglio 2007 alle 16:57Questa settimana linko il poll di metilparaben.
Questa settimana linko il poll di metilparaben.
Nella redazione di Repubblica ci deve essere un epidemia di pressapochismo. 
Notavo poco fa, come l’articolista abbia sbagliato il nome della catena di supermercati olandese “Albert Heijn”, storpiandolo in “Daniel Heijn”.
Già nei primi fotogrammi del filmato si può leggere, in caratteri ben visibili, l’insegna del supermercato.
Qui trovate la pagina incriminata.
P.s: Buon panino alla pantegana!
[22-07-07]
Nonostante abbia immediatamente segnalato alla redazione l’errore (e ricevuto una risposta di ringraziamento), Daniel Heijn continua a campeggiare sulla pagina.
Ciò che sto per raccontare ha dell’incredibile.
Possiedo una linea ADSL Interbusiness Smart 5 con IP statici, router di mia proprietà (quello di alice mi ha sempre suscitato ribrezzo) e vari macchinari che dipendono da questi apparati.
Questa ADSL serve l’azienda di mia moglie e il mio ufficio ed è vitale per il nostro lavoro.
Inoltre da questa linea gestisco pressochè tutti i miei server sparsi per l’universo :), dato che l’abilitazione all’accesso SSH avviene tramite l’IP di provenienza proprio per evitare spiacevoli sorpresine.
Martedì mattina, ore 12, tutto bene, ma poco dopo pranzo accade l’inspiegabile. Cerco di connettermi dall’esterno ai server di mia moglie, ma non risponde nulla, però la linea fortunatamente risponde al ping.
Chiedo di riavviare il firewall, ma anche dopo il reboot, questo pare proprio non comunicare con il mondo esterno. La navigazione e tutti i servizi VPN, SSH e mail di mia moglie sono morti.
Non mi resta che riavviare il router, ma anche questa operazione non porta a nulla.
Ritorno a casa verso sera, e subito mi metto a controllare la situazione, constatando che la portante ADSL è presente, la connessione è UP, ma il router si rifiuta di trasferire anche un solo byte. Riconfiguro al volo un secondo router che avevo per le emergenze, ma anche questo si comporta allo stesso modo… il problema è in centrale telecom.
Mi butto sul telefono e chiamo il 191, scoprendo che smettono di effettuare assistenza telefonica alle 18, non male per la più grande azienda di telecomunicazioni italiana.
Il giorno dopo, richiamo, e l’addetto constata che in effetti il problema sta in centrale. Passano le ore e si presenta alla porta un loro tecnico, che armato di portatile e modem ADSL, armeggiando per oltre un ora, infine ripete la stessa cosa dell’assistenza telefonica. Per cercare di venirne fuori, ormai pomeriggio inoltrato, chiama il centro di Milano, chiedendo un aiuto. E qui viene il bello… dopo svariati minuti di attesa, impazzendo entrambi per sgarbugliare la situazione, giungono alla conclusione che in centrale non ci sia assolutamente nessun problema, e che:
Il mio indirizzo IP Statico è stato assegnato ad altri
Questo dopo anni di utilizzo continuo, nonostante abbia pagato sempre le fatture di Interbusiness e nonostante il contratto non sia scaduto (anzi, mancano mesi alla scadenza).
Incazzato come una iena, prendo la cornetta e parlo con il tecnico milanese, chiedendo che mi venga ripristinata subito la vecchia configurazione.
“Sa, è meglio che le assegni un nuovo IP, perchè per riavere l’altro potrebbero passare mesi”
L’aspetto divertente, è che tutti i servizi VPN, SSH, e processi di backup remoti sono effettuati in base a quell’indirizzo IP, e non posso riconfigurare i server remoti via SSH, proprio perchè il firewall non accetterebbe la connessione ssh da un ip sconosciuto.
Percui mi toccherà prendere la mia automobile e macinare centinaia di km per sistemare tutti i server sparsi per il nord italia
Riepilogando, un’altra azienda, ha il mio IP, io non ne ho nessuno, devo aspettare mesi per una cosa che ho pagato ed utilizzo da anni e mi è stata tolta.
Mi incazzo?
P.S.: Oggi ho incaricato il mio avvocato di farli neri!
Anche oggi La Repubblica ci ha riservato la sua dose quotidiana di umorismo involontario.
Sulla homepage vedo una simpatica gallery fotografica sulle chiese americane, con questa descrizione
![]()
(Cliccare sull’immagine)
Ma… quell’immagine… mmm…
…non è che proviene dal famoso sito Church sign Generator ?
P.s.: dopo aver segnalato il misfatto alla redazione, il link è misteriosamente scomparso dalla homepage, ma è comunque presente la pagina.
Da un po di tempo, mi sto interessando alla virtualizzazione, e recentemente ho testato il prodotto free Vmware Server.
L’installazione è veramente semplice, a prova d’idiota, le
macchine virtuali girano che è una meraviglia, ma…
da subito, controllando il syslog ho notato questo messaggio:
Jun 12 06:25:19 berlin kernel: rtc: lost some interrupts at 512Hz.
Jun 12 06:25:50 berlin last message repeated 1512 times
Jun 12 06:26:51 berlin last message repeated 3050 times
Jun 12 06:27:51 berlin last message repeated 3044 times
Jun 12 06:28:51 berlin last message repeated 3001 times
e così via fino alla nausea.
Indagando un po su Google, trovo ben poco, a parte che è un baco noto dell’ RTC.
Decido di cercare sul sito di Vmware e trovo questo link, un documento che tratta proprio l’argomento della gestione delle temporizzazioni in Vmware.
Dopo aver tentato di tutto, e aver riscoperto antiche lingue morte, alla fine (proprio in fondo al documento!) trovo la soluzione.
In sintesi:
Eseguire queste operazioni sul sistema operativo che ospita vmware server.
Incrementare la frequenza dell’RTC a 1000Hz
echo 1024 > /proc/sys/dev/rtc/max-user-freq
ricordandosi di inserire il tutto in /etc/rc.local,
in modo che il sistema setti il valore corretto al boot.
Editare il file /etc/vmware/config ed inserirvi
host.useFastClock = FALSE
Riavviare vmware.
/etc/init.d/vmware restart
et voilà.
Geniale, non servono altre parole per definire l’inventiva di Metilparaben
che ha pensato di creare una alternativa all’ormai vecchio Monopoli.
Potete accedere al Vaticanopoli, stamparlo e divertirvi per ore.
Com’è quel detto, “il calzolaio ha sempre le scarpe rotte”?
Purtroppo è tutto vero, almeno nel mio caso. Fare il sistemista non aiuta certo
a mantenere in salute il proprio server, abbandonato ormai da tempo, e senza nessun essere umano che lo segue più.
Ho terminato di spostare il contenuto del vecchio server, ormai ridotto ad
un ammasso di bit inutili, su una nuova installazione fresca e sempre aggiornata.
Il blog, l’essenza dell’inutilità, avrà anche nuovi autori, che mi daranno
una mano nei miei delirii. :)
Buon divertimento